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Clap Your Hands Say Yeah – Hysterical (Recensione)

Spank The Groove non è soltanto party e casino. Spank The Groove è anche musica a 360°. Uno dei nostri, Mik, è impegnato dall’inizio di febbraio come recensore per Indie For Bunnies, una delle webzine leader in Italia per quanto riguarda le recensioni. Da oggi, i suoi articoli pubblicati sulla webzine verrano pubblicati anche qui su www.spankthegroove.com!

“(Ah, benedetta World Wide Web. Che ti permette di scoprire cose nuove e fiche che ti permettono di fare il bullo con gli amici e il bello con le ragazze sulle basi della tua cultura musicale (non che funzioni sempre, ma almeno è una base di partenza.))

Quando ho deciso, qualche anno addietro, di approfondire seriamente il discorso indie rock, il mio consigliere di fiducia mi indirizzò su un sacco di band, tra cui i CYHSY.
Forti di un omonimo disco d’esordio (del 2005) ben recensito, che ottenne addirittura un bel 9.0 su Pitchfork, cresciuto dal semplice download sul loro sito al passaparola tra I blogger (condizione indispensabile per il successo di una band emergente al giorno d’oggi) ai complimenti della critica internazionale alle oltre 200.000 copie vendute, diventando una delle next big things del panorama indie americano. Il seguito “Some Loud Thunder”, che ha scatenato una moltitudine di pareri differenti, deludendo alcuni e convincendo altri, ha comunque contribuito a confermare che i nostri non erano delle meteore (recensione su IFB QUI), pur ottenendo un risultato commerciale peggiore del predecessore.

Ma alla fine, dopo questo sunto della carriera, sto nuovo disco com’è? Dopo 4 anni d’attesa (un’enormità nei tempi del web 2.0), I 5 newyorkesi tornano sulla scena. E lo fanno di mestiere, con l’apertura di “Same Mistake” e un’impronta di indie-pop che traina tutto il disco, relegando le influenze di Velvet Underground, Waits e quant’altro del primo disco e il pop Sixties del secondo sullo sfondo, come solido background dell’identità musicale del gruppo. I suoni si fanno delle volte distorti (la titletrack “Hysterical” e“Into Your Alien Arms”), delle volte assumono sfumature eteree in un contest squisitamente pop (“In A Motel”), chiudendo in un crescendo di ottimo songwriting con “Adam’s Plane” e restando sempre orecchiabili al 100% e difficile da ascoltare restando immobili. Il disco nel complesso è solido, non ripete l’osannato debutto (che comunque viene richiamato spesso) e non innova il genere, ma innova sicuramente il loro modo di intendere questo genere (per chi ama la divisione in generi). Siamo a metà strada tra il pop e il rock, senza disdegnare le chitarre distorte e le ballate, mature e commerciabile al punto giusto.

Forse che i 4 anni di assenza dalla scena come gruppo gli abbiano schiarito le idee e fatti imboccare la strada giusta? Promossi, a pieni voti.”

1 ottobre 2011 | Tag:
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Reset! – Love & Revolution EP

Spank The Groove non è soltanto party e casino. Spank The Groove è anche musica a 360°. Uno dei nostri, Mik, è impegnato dall’inizio come recensore per Indie For Bunnies, una delle webzine leader in Italia per quanto riguarda le recensioni. Da oggi, le sue recensioni pubblicate sulla webzine verrano pubblicate anche qui su www.spankthegroove.com! Per inaugurare le danze, la prima recensione è quella dei Reset!, special guest del nostro Birthday Bash!

“L’amore e la rivoluzione. Vocaboli che sono sempre andati bene insieme. In qualunque movimento che abbia resettato lo stile di vita fino a quel momento dominante c’è sempre stato posto per queste due parole. Abbiamo detto resettato?

E Reset! totale sia, allora. Partito come party nel 2007 al Sottomarino Giallo, il tutto in questi 4 anni è cresciuto sull’esempio dei Crookers, dando una nuova spinta all’house (ormai sdoganata ufficialmente anche a livello alternativo) creando un genere a parte, da loro chiamato turbofunk, resettando appunto l’idea di party: no dress code a parte avere uno stile personale, niente liste (quando possibile), niente drink dal costo di una macchina, niente buttafuori, niente di niente della situazione classica della “discoteca”. E dal sottomarino i 5 milanesi (che sono dj, producer e promoter) stanno conquistando il mondo.

L’house con il background hip hop nel mondo non è una novità, in Italia si. I Crookers per primi hanno sempre rivendicato le loro origini rappuse, i ragazzi di Reset! dimostrano di avere imparato bene la lezione, e amalgando il tutto con la giusta dose di synth e di campioni funk (sull’esempio di A-Trak e Armand Van Helden), dopo un’infinita serie di remix uno più hit dell’altro cacciano fuori per la Cheap Thrills, label di Hervé, questo “Love & Revolution EP”, tre pezzi (due inediti e un bootleg della prima traccia) in cui mettono in bella mostra il loro turbofunk.

“Calypsoul”, sicura hit estiva nei party electrohouse, ha un giro funkettone e il beat con il tiro giusto per non rovesciare il cocktail e molleggiare mentre ci provi con l’ennesima tipa, la titletrack viene spinta dai synth ed è più mirata a far ribaltare la pista. Materiale decisamente valido, un’ottima (ed ennesima anteprima) dell’album che si preannuncia must have per ogni dj che desidera distinguersi dalla moltitudine di repliche delle classifiche radiofoniche.

L’Italia della musica house è sempre al passo con i tempi, ed i Reset! ne sono una delle espressioni migliori. Big up fellas…ora aspettiamo davvero l’album!”

pubblicato su Indie For Bunnies il 17 agosto 2011.

21 settembre 2011 | Tag:, ,
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